Don’t look back into the sun

Ad un certo punto questo pezzo dice «it started fast but it ends so slow». Ed è una presa per il culo se lo ascolti fuori contesto, perché la genialità di questo brano è che è una fuga: barcolla, accelera e fugge. Non so dirti di cosa parla di preciso e di preciso anzi, non mi interessa, mi basta il ritmo solare, quell’eco di surf rock, quel ricordo di siamo-quasi-al-mare e spese fatte di birre e balsamo per capelli…il resto lo faceva la macchina – e spero tu te la ricordi – col vento in faccia in autostrada. Non possiamo (ri)vivere a ritroso, non ha vinto l’homo di Benjamin Button nell’evoluzione della specie…è giusto così, i ricordi dobbiamo portarli avanti: senza guardarci alle spalle, senza guardare il sole.

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Leggo, scrivo e svolgo altre interessanti funzioni fisiologiche. Ci sono infiniti modi per farvi i fatti miei su internet, ma blindbend è sicuramente il più facile e completo in circolazione. Scrivo di me, ma soprattutto per me e se poi piace anche a voi sono ancora più contento.