If i had a gun

Piove. Piove e sei zuppo, per nulla bello da vedere. La tirata in bici poi, con lo zaino e tutto il resto ti ha messo addosso un freddo che prima di sera ti prenderà le ossa. Per non parlare del grasso della catena ben evidente sui jeans chiari. Quando sfidi la pioggia su quelle due ruote a spinta umana la città non è quasi mai dalla tua, e così appena sceso scopri che la giacca che ricordavi nera ora sembra mimetica tanto è il fango che ha addosso. Fra te e te pensi che la giusta punizione per quella sicura con la smart rossa che ti ha infangato trecento metri fa prima o poi arriverà…e così pensi ad eventi improbabili: tipo il suo presunto chiwuawa sotto un camion o – peggio – rapito dall’anonima sequestri. Torni alla realtà e vaghi un po’ con lo sguardo.

Poi finalmente trovi un palo per il tuo destriero urbano e anziché legare le briglie usi un’assai meno romantica catena (ingombrantissima), pure lei zuppa d’acqua. Ti togli il casco e lo agganci al tirante destro dello zaino che stai già camminando. Ti metti sotto la tettoia dei citofoni di quel palazzo che sai che c’è ma che non vedi per via degli alberi e del muro di pioggia che ora è incominciato a scendere. Già assapori – fissando il tuo destriero al di là della strada – l’infantile e primitiva sensazione del culo bagnato fradicio quando monterai in sella per andare via. Ma ora sei lì, dove la pioggia non cade, davanti ad un tabellone di citofoni.

Apri la giacca, ti asciughi la mano sul maglione e poi tasti per vedere se è ancora lì nella tasca interna il pacchetto che devi consegnare. Per farti aprire devi digitare un codice e non sei così bravo che sai già qual è. Poi però torni lucido e inizi a pensare al netto della fretta con cui hai pedalato: se deve essere una sorpresa non puoi bussare. Il secondo pensiero va al fatto che non puoi aspettarti che qualcuno entri od esca con quest’acqua. C’è solo una via: rischierai un po’ di più e magari qualche vecchio alla finestra ti noterà prendendo paura e magari poi è capace anche di chiamare la forza pubblica…però è l’unica: devi scavalcare la cancellata in ferro che in cima ha degli assai poco rassicuranti aculei in ferro. Tuttavia, l’esperienza è tanta e sai che quelli sono più utili che dannosi perché lì puoi caricare e scaricare tutto il peso del corpo. In meno di venti secondi sei dentro: lo stile era anche buono, ma hai rovinato tutto atterrando in una pozzanghera. Fango su fango: non si nota.

Sei dentro, e allora inizi a correre verso il palazzo e la scala che hai già fatto molte volte. Dietro di te lasci una lunga scia di fastidiosissimi rumori di gomma bagnata che sfrega su un pavimento asciutto e pulito. Dopo due piani di scale il rumore inizia a diminuire, il punto è che ne mancano quattro. Più sali e meno ricordi il freddo dell’esterno. Quando ci sei rimani un po’ con le mani in mano…poi ti ricordi il perché di questa missione ed estrai il regalo, sistemi il biglietto incastrandolo nella carta che lo impacchetta…tasti un poco per assicurarti che sia intero e intatto.

Avanzi piano, quasi in punta di piedi, senza motivo. Arrivi alla porta gusta e lo lasci sullo zerbino. Poi te ne vai, lo riguardi lì per terra prima che la porta delle scale si richiuda…scendendo infili già il casco, così se qualcuno ti vede magari non ti riconosce. Poi esci come tutte le persone normali, senza rampicate e simili…digiti il codice di due cifre, premi invio e ti allontani…lo fai con ostentata sicurezza, quasi lavorassi per “Consegne Babbo Natale Express”.

Sleghi il cavallo, sali e pedali via più appesantito. Nonostante tu ti sia liberato di un peso sai che ora stai portando con te anche un pezzo di cuore di qualcuno.
Non riesci a smettere di pensarci. La strada corre…con il tacco inserisci la dinamo, poi ti alzi sui pedali e parti nella pioggia: non sai per dove, ma sai con chi.

Audio clip: é necessario Adobe Flash Player (versione 9 o superiore) per riprodurre questa traccia audio. Scarica qui l’ultima versione. Devi inoltre avere attivato il JavaScript nel tuo browser.

About the author

Leggo, scrivo e svolgo altre interessanti funzioni fisiologiche. Ci sono infiniti modi per farvi i fatti miei su internet, ma blindbend è sicuramente il più facile e completo in circolazione. Scrivo di me, ma soprattutto per me e se poi piace anche a voi sono ancora più contento.