Tema: il mio Game Boy

Non so se hai mai avuto un Game Boy. Anzi un “Nintendo Game Boy ™” come riportava la scritta bluastra su fondo grigio. Io ne ho avuto uno quand’ero piccolo, precisamente come quello in foto ma meno bello perché a disegnare non ero così bravo. Anzi, non ero bravo proprio per niente. Faccio anche fatica a ricordare quando mi venne regalato, cioè so che era per un Natale ma non so di quale anno: era il solito regalo incrociato, del tipo che a me l’ha regalato mio zio e a mio cugino mio padre. Fu mio cugino ora che ci penso a spingere per il Game Boy, io da triste com’era non volevo niente, ma per una questione di equità me ne regalarono uno. L’inizio della fine.

Ecco, tu sicuramente sai quanto sono addictive i videogiochi moderni, anche perché ultimamente* assomigliano sempre più alla realtà, ma ti assicuro che se non l’hai provato all’epoca che fu non potrai mai capire il misterioso motivo che ti teneva incollato a quel dispositivo che già solo per il peso invendibile oggigiorno. Pesante, bruttino, funziona a pile e non è a colori: oggi lo vedi come un dinosauro. E lo è. All’epoca invece era bello perché sembrava un computer in piccolo ma molto più leggero in proporzione, in più era portatile perché poteva andare a pile e il display faceva sembrare reali le cose. Il contrasto poi era regolabile: F-I-G-A-T-A. Poi aveva le cartucce: mai capito perché le chiamassimo così qui da noi, ma non mi ponevo il problema…semmai ricordo il senso di sicurezza che mi dava sapere che il videogioco che non stavo usando era racchiuso nella sua scatoletta di plastica. Il peso ridotto delle cartucce poi ti permetteva di andare in giro con anche più di un gioco. Non era poco per l’epoca. Adesso se conti le app per giocare che hai sul tuo smartphone non capisci se a) sei regredito b) ti abbiano fatto qualcosa da piccolo per cui hai tutta questa necessità di giocare.
Il Game Boy™ era figo e lo era avendo solo 2 tasti: A e B. Più ovviamente il cursore direzionale (con solo le quattro direzioni, visto che era tutto 2D). Con queste poche cose potevi finire SuperMario, Wario, Tartarughe Ninja e migliaia di altri giochi. SuperMario fu una figata così colossale che oggi se in Italia ti chiami Mario e fai qualcosa di interessante i giornali ti ribattezzano SuperMario.
Ora il dispositivo nintendo portatile ha la grafica 3D, va in internet (cos’era internet all’epoca del Game Boy?) e fa molte altre cose interessanti. E ti dirò è molto bello il progresso, ma per me ha un lato un po’ triste…è banale da dire ma un gioco in 2D ti lasciava comunque qualcosa da dover immaginare. Non era poco se dovevi ancora crescere. Ma la domanda ora è: sei davvero cresciuto?

foto da: 1000notes.com

*ultimamente: termine che usiamo puntualmente ogni volta che esce una novità nel campo della grafica e dell’intrattenimento.

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