Mr November

È da anni che ti svegli ogni mattina e, da qual che sai, non sentirai la differenza quando questo non succederà più. Ogni mattina la vivi come una tua rinascita, ogni gesto abitudinario diventa necessario. La routine ti dà stabilità. Ma appena vesti un cappotto pesante e la geometria strana di una sciarpa dai colori spenti inizi la tua quotidiana ricerca dell’instabile. Muovi i tuoi passi freddi e un po’ contratti lungo le scale perché preferisci – nel caso – morire per aver messo colpevolmente male un piedi piuttosto che dipendere da un cavo d’acciaio di un ascensore.
Lungo la prima rampa calzi il casco comprato qualche mese fa e lo stringi. La seconda invece è dedicata alla sistemazione della sciarpa nel nuovo assetto “giacca-sciarpa-casco”: la tiri su fino al naso anche se poi cadrà, così da non farti sembrare un teppista. Poi tiri fuori dalle tasche i guanti di gioventù, quelli con le manopole retrattili che possono lasciar fuori le dita. Le tiri indietro al momento perché ti servono la mani in tutta la loro funzionalità. Prendi le chiavi appese al passante della cintura, che dimentichi sempre a casa, ti distrai e rischi la caduta sull’ultima rampa, ma per fortuna lo spirito di conservazione del tuo corpo è maggiore di quello del tuo spirito e non cadi. Apri il portone.

L’impatto con il mondo è secco e spiazzante. L’aria è fredda, dopo poche boccate già punge nei polmoni, la porta sbatte ora siete solo voi: tu, il mondo e i tuoi pensieri. Qualche passo, ti destreggi nel parcheggio selvaggio. Arrivi, ti abbassi per slegare la catena da infiniti chili e la borsa che vuole cadere quasi ci riesce. Allora la metti già sulla pedana, e ci appoggi sopra la catena. Metti la chiave, giri. Poi via di pedale finché la vespa non parte. Vorresti rispolverare la vecchia idea secondo cui il colpo di pedale si potrebbe usare come unità di misura per la temperatura, unità non precisa chiaramente: un colpo vuol dire caldo, due vuol dire caldino primaverile o arietta serale, tre tutto bene, quattro autunno con parcheggio all’aria, cinque si va verso il freddo, di più vuol dire che l’autobus forse è meglio. Ma stavolta sei fortunato: alla seconda parte e non è né caldo né una calda sera. Leggi l’email che arriva sempre puntuale prima di mettersi a guidare e intanto il motore borbotta e tu dai gas ogni tanto per scaldare. Poi con calma chiudi la tasca, manovri all’indietro e parti. Solo tu, contro l’aria e lo smog, contro l’email che disturbano, contro gli impegni esasperanti e contro la stabilità che fuori casa non cerchi mai.
E così quel che deve succedere succederà, Mr November.

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Leggo, scrivo e svolgo altre interessanti funzioni fisiologiche. Ci sono infiniti modi per farvi i fatti miei su internet, ma blindbend è sicuramente il più facile e completo in circolazione. Scrivo di me, ma soprattutto per me e se poi piace anche a voi sono ancora più contento.