Un po’ di ghiaccio alla volta

Per uscire di casa devo passare per il giardino, che è pieno d’erba, anche d’inverno. È proprio un bel vedere, se siete quel genere di persone che apprezzanno quelle cose lì. L’erba era tutta bianca e ghiacciata. Che poi non so come si dice, non è proprio ghiacciata, è quando c’è la brina sopra, mi capite, no?

Io, a me, piace pensare che magari così è meglio che con la neve. Non che la neve non mi piaccia eh, ma in città è un po’ tutto più complesso. La gente non è pronta, per la neve. La gente non è mai pronta, per molte cose, secondo me. Prendete Cristo, la gente era pronta? No. In pochi sì, ma poi l’hanno ucciso. Mi è dispiaciuto un sacco, quando l’ho scoperto. La neve è un po’ come Cristo, insomma.

L’erba ghiacciata, a camminarci sopra, fa il rumore delle patatine fritte, in bocca, quelle che si comprano nel sacchetto e che nella bocca fanno croc crac croc. Che è un romore piccolo piccolo, ma poi quando magari sto guardando la tv o qualcosa sul computer e mangio quelle patatine fanno un casino che basta, smetto di mangiarle e stoppo e continuo a mangiarle. Quelle patatine, no?

L’erba ghiacciata, che abbiamo detto che in realtà è colpa della brina, è così croccante che fa croc crac croc. Vorrei togliermi le scarpe e sentire croc crac croc. Ma mi si raffreddano i piedi, penso, e dopodomani è natale e non voglio ammalarmi perché dai, che natale sarebbe, senza pranzo e tutto il resto, no?

Sono salito sul motorino e ho pensato che forse all’erba non è piaciuto tanto che la calpestassi, anche se avevo le scarpe e non ero scalzo. Poi ho pensato che non è giusto calpestare nessuno, come genere di comportamento. Ed ecco che ritorna Cristo.
Amen.

Andrea H. Sesta

 

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Sono anni che fingo di sapere di cosa scrivo. Poi la gente ha iniziato a crederci e ora ci sono cascato anch'io. Tranne brevi momenti di disarmante lucidità.