Non siamo fatti per volare

C’è l’artista che viene da Bologna che da sei anni ha deciso che l’Inghilterra è un posto migliore per vivere. Prima Londra, poi Nottingham e infine Leeds. Fa il college d’arte, suona con gli amici negli scantinati delle case a feste organizzate da amici di amici.

C’è il ricercatore che lavora all’università da non so quanti anni. Aveva cominciato a lavorare al Rizzoli ma poi, sai com’è, la ricerca in Italia non ti porta da nessuna parte. La sua fidanzata lo ha raggiunto qualche mese fa, ma non si è ancora abituata a vivere qui. Lei spera che la prendano a lavorare in un asilo.

C’è lo studente di lingue che, lasciato il liceo, s’è trasferito qui per studiare spagnolo e giapponese. Non è molto contento di come vanno le cose e sta pensando di cambiare città, a tornare no, non ci pensa nemmeno. Questo era il suo sogno.

C’è chi studia archeologia a York. Chi studia biologia a Manchester e sono tutti in pensiero perché non sanno se riusciranno a prendere il treno in tempo che li porterà a casa.

C’è un ragazzo con il cappello in testa che mangia un’arancia e sfoglia delle fotocopie in cui è spiegato il funzionamento di un mixer audio. Finita l’arancia estrae dal suo bagaglio a mano un sacchettino pieno di cioccolatini.

Ci sono le coppie che stanno andando in vacanza e quelle che stanno tornando. Quelle con bambini piccoli e quelle con figli adolescenti. Quelle senza figli o, forse, con figli troppo grandi per viaggiare con loro.

E c’è chi sta in silenzio, immerso nei suoi pensieri e con la faccia un po’ triste.

About the author

Adoro leggere, scrivere e fare fotografie. Ascolto un sacco di musica e produco un sacco di note, accordi e rumori che, ogni tanto, registro. Penso sempre di non essere bravo a fare nessuna di queste cose, men che meno a scrivere la mia biografia.