Nevica. Tutte le vole che.

È la tormenta la vera espressione della neve. Tu sei a casa, la vedi fuori e un po’ ci godi anche a vedere quelli che affrettano il passo sotto la cascata di fiocchi grandi così. Un po’ tutto si imbianca, piano in genere. Non capisci più la direzione della neve, il vento soffia mischia tutto e cambia la direzione dei fiocchi che a volte cadono e a volte vanno in su.

Il caos fuori ti affascina. Ti affascina perchè a stare in casa così fermi, impalati al caldo a guardare gli altri, sono buoni tutti, e tu come i tutti proprio non vuoi essere. Allora ti vesti a modo, tipo ninja, con solo gli occhi scoperti…solo con strati di roba che tiene caldo che l’agilità dei ninja te la scordi. Metti anche una doppia calza, perché i ninja forse la usavano. Sotto tutto fai passare gli auricolari e usi la giacca come cable cross dalla tasca al cervello.

Apri la porta ed è subito mondo bianco. Prendi la bici, e non fai come dicevano i tuoi vecchi, non la metti in cantina. Anzi, la prendi, apri il cancello e parti. Guanti chiusi, musica che va e strada che scorre. Quando ne cade un metro neanche le macchine si vedono più.

Il tutto ascoltando questa: Gazebo Penguins – Nevica.

* tutto tratto da un’esperienza vera…andare in bici nella tormenta, dico.

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Leggo, scrivo e svolgo altre interessanti funzioni fisiologiche. Ci sono infiniti modi per farvi i fatti miei su internet, ma blindbend è sicuramente il più facile e completo in circolazione. Scrivo di me, ma soprattutto per me e se poi piace anche a voi sono ancora più contento.