Ventitre, numero magico

La primavera inizia il 23 marzo, da sempre secondo il mio orologio biologico almeno. Se mi chiedeste il perché vi potrei solo dire che il tre mi piace come suona e ventitre all’orecchio mi piace ancora di più. In più è un numero primo, e in una galassia fatta di orbite ellittiche, cicli che si ripetono e cose affini un numero primo è, in genere, capace di non farsi capire dagli altri. È un numero che non può parlare con gli altri, è abbastanza ermetico, quindi rappresenta meglio l’idea di soglia: prima è inverno, poi è primavera..discussioni il ventitre non ne fa. Per questo insomma per me è primavera da oggi e non dalle 5am dell’altro ieri come è stato già spiegato.

Si diceva: primavera. Primavera è esplosione, magari soffusa e prolungata anziché istantanea e violenta, me è un’esplosione. Per chiunque. Per lo pseudo artista è esplosione di colore, per l’allergico di starnuti, per il meteoropatico di allegria (salvo pioggia et similia), per l’occhio lo è di ragazze/i meno bardate/i, per la socialità di aperitivi fino al tramonto. È un aumento di ritmo, un rialzarsi in piedi, un ridestarsi di forza, un poter dormire solo sei ore a notte. E – fra le altre – un periodo di concerti buoni e musica nuova. [A proposito di concerti: ce ne sono davvero parecchi in questo periodo e prometto che vi parlerò di tutti quelli dove andrò 😀]

La primavera mi fa venire quell’innata e incredibile voglia (e forza) di prendere e partire e farmi centinaia di kilometri a piedi o, parimenti, di viaggiare con la testa stando ore e ore seduto a parlare con qualche amico davanti ad una tassoni o anche riflettere da solo (frvraln mode on, insomma). Ho sempre ritenuto questo fenomeno del 23 misterioso a livelli asiatici e non ho mai capito se ad essere sbagliato fosse il mio modo di affrontare l’inverno (sottotono) o la primavera (sopra le righe). Non so, ma il fatto è che da un giorno all’altro – da ieri a oggi – cambia il mio intero modo di percepire la realtà, sento una sensazione nuova viaggiare nell’aria e, cavolo, ben venga la novità. Insomma…datemi un po’ di luce, risistematemi le lancette dell’orologio – domenica questa, no? – e fatemi bere litri di spritz e affini per rinfrescarmi e non per demolire la depressione data dal gelo dell’inverno.

God save the spring
(o nella versione per creazionisti: God sent the spring)

About the author

Leggo, scrivo e svolgo altre interessanti funzioni fisiologiche. Ci sono infiniti modi per farvi i fatti miei su internet, ma blindbend è sicuramente il più facile e completo in circolazione. Scrivo di me, ma soprattutto per me e se poi piace anche a voi sono ancora più contento.