Drive. Quanto costa un milione di dollari?

Questa sera ho visto un film. Un film di Nicolas Winding Refn, vincitore della Palma d’Oro a Cannes 2011 per la miglior regia.
Una regia poetica, cruda, beffarda. Pulita.
È un film drammatico? Senza dubbio. Ci mostra una Los Angeles lontana dai boulevard patinati di Hollywood. Degrado, malavita, rapine e ristoranti di copertura che nascondono loschi e sanguinosi traffici.
Allora è un gangster movie.
Non proprio. Si, lo è ma è anche molto altro.
C’è una giovane donna e madre che fa la cameriera, Carey Mulligan, (An Education; Non lasciarmi; Wall Street- Il denaro non dorme mai; Shame) che si innamora sempre dell’uomo sbagliato.
Allora è un film d’amore. Anche.
Impossibile non innamorarsi di Driver, il protagonista senza nome del film, interpretato da un ottimo Ryan Gosling, (Il caso Thomas Crawford; Crazy, Stupid, Love; Le idi di marzo) che per vivere fa lo stuntman e il meccanico. E l’autista per rapinatori, garantendo loro una via di fuga a tempo di record, dopo aver fatto il colpo.
Nessuno sa da dove provenga e cosa facesse prima di sbarcare nell’officina di Shannon, suo capo e agente, che vede in lui una nuova promessa dei circuiti professionistici e che gli offre l’opportunità di cambiare vita. Drive è semplicemente arrivato a Los Angeles e semplicemente si guadagna da vivere con le auto. In diversi e svariati modi.
Allora è un film sulle macchine. Un po’.
In realtà le auto sono solo un pretesto. Un pezzo del complicato puzzle che è la personalità di questo personaggio. Come i guanti che indossa per guidare o la compulsività delle regole che impone ai complici per cui lavora. La laconicità delle sue risposte.
Insomma è un uomo dai molteplici talenti e dalle molteplici facce. Ci prende tutti in giro con quel sorrisetto angelico e l’aria vagamente autistica. Pensi che sia uno a cui piace solo guidare e che è finito in un gioco più grande di lui a causa di un milione di dollari che scotta parecchio. Invece …
Allora è un road movie che diventa un thriller. Si e si.
Drive è tutto questo, sapientemente girato e non userò miscelato, perché sarebbe scorretto. Si passa da un genere all’altro senza nemmeno rendersene conto, domandandosi di tanto in tanto dove ci stia conducendo il regista.
Dovete solo salire a bordo e osservare dal finestrino questa Los Angeles a volte baciata dal sole autunnale, a volte accecata dai fari e dai lampioni delle strade immerse nel buio.
Godetevi lo spettacolo e non abbassate i finestrini.

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