Consigli musicali per l’estate (in ordine sparso e casuale)

1) Cloud Nothings – in realtà sono in giro da un paio d’anni (sono al terzo album) e anche il disco nuovo (“Attack on memory”, uscito per la Carpark Records) non è più una novità freschissima, ma hanno tutte le carte in regola per entrare a fare parte degli ascolti estivi. L’LP è stato prodotto da Steve Albini (Big Black, Shellac), e l’impronta post-hardcore è molto evidente. Tra grunge e emo, sregolatezza e rabbia misurata, a me piacciono almeno quanto mi piacque “King of the beach” di Wavves due estati fa. Stessa strafottenza e equilibrio di melodia e attitudine punk.

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2) Jacuzzi Boys – anche qui non arrivo proprio per prima, ma chissene. Siamo in Florida, su spiagge assolate, surf e lunghe traversate in macchina coi finestrini abbassati e i capelli al vento: gli Jacuzzi boys riescono a condensare un immaginario pop, garage, diretto e istintivo, in cui gli anni ’70 e i ’90 si incontrano e combaciano come perfetti pezzi di un puzzle.

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3) Jaill – I Jaill per me sono una certezza: un po’ Beatles un po’ beat, sono nel mio stereo da due anni. Il nuovo album, “Traps”, è uscito il mese scorso, e come prevedevo non mi ha deluso. Sono americani ma a me continuano a ricordare i Blur, di cui sembrano avere incamerato lo stile brit: power pop, ma con le derive east coast dei Beach Boys. In fondo l’uscita del disco nuovo è anche un’ottima scusa per ripassare quelli vecchi.

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4) Modern Lovers – con loro è stato amore al primo ascolto. I Modern Lovers sono stati uno dei gruppi fondamentali della scena americana degli anni ’70: si era ancora lontani dalla nascita del punk vero e proprio, ma i Modern Lovers con Jonathan Richman ne furono in qualche modo gli anticipatori, imparando anche la lezione dei Velvet Underground e ponendo le basi per tutta la new wave e l’indie rock futuro. Sono mesi che ascolto il loro primo disco (uscito nel 1976, ma composto ben prima) e penso non mi stuferò mai.

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5) Telex – ieri sera il moroso mi cantava “St. Tropez twist” di Peppino di Capri, e così a me è venuta in mente “Twist à Saint Tropez” dei Telex, che fecero una bella versione dell’originale dei Les Chats Sauvages nel 1978, in chiave electro pop. Consigliata per un’estate disco chic in Costa Azzurra.

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bionda e scema di milano, parlo troppo e non so cosa fare della mia vita.