Ruby Sparks. Attenti a quello che desiderate. Potrebbe avverarsi.

Se avete voglia di una commedia carina, romantica e non scontata, Ruby Sparks è il film che fa per voi.
I registi, Jonathan Dayton e Valerie Faris, sono gli stessi di Miss Little Sunshine che se non avete ancora visto vi consiglio di rimediare, e la sceneggiatura di Zoe Kazan, interprete anche della Ruby del titolo.
L’idea di partenza è pazzesca. Pazzesca nel senso di folle, non di “wow, che fantastica idea!”. Calvin Weir-Fields/Paul Dano è uno scrittore, ragazzo prodigio che ha conosciuto il successo all’età di diciannove anni, poi il nulla cosmico. Si arrabatta tra una seduta e l’altra dallo psicanalista, le tirate motivazionali del fratello Harry e le passeggiate con il cane Scott.
Un bel giorno, anzi una bella notte, sogna Ruby, ragazza complicata, ma affascinante. Al risveglio, Calvin comincia a scrivere di lei e ben presto il personaggio prende forma. Ruby sembra essere la ragazza dei suoi sogni e tra una pagina e l’altra se ne innamora.
Fin qui niente di strano, direte voi. Fosse il primo scrittore che si innamora di uno dei suoi personaggi…Ma il bello arriva quando questa ragazza perfetta, per qualche strano motivo, (Magia? Potere della mente? Mah…non è dato sapere) diventa una ragazza in carne ed ossa e Calvin se la ritrova in cucina.
Ebbene mi sono interrogata a lungo su cosa volesse raccontare questo film, tanto che non ero nemmeno sicura di voler scrivere la recensione. Quando si tratta d’amore, si finisce sempre per impantanarsi nelle solite speculazioni sentimentali, trite e ritrite. Per quello è sufficiente un tubo di Baci Perugina e tanti saluti.
Però…Siamo sicuri che Ruby Sparks sia a tutti gli effetti un film romantico, nel senso moderno del termine?
Ci sono tutte quelle scene carine, la colonna sonora francese, i litigi e i dialoghi sentimentali, ma non mielosi. Però però…
Nonostante la storia assurda è molto più verosimile di tante commedie rosa viste negli ultimi anni, come ad esempio l’ultima fatica di Muccino, Quello che so sull’amore, una carrellata dei peggiori luoghi comuni partoriti negli ultimi vent’anni dalle commedie rosa.
Ruby e Calvin non sono belli, non sono fashion. Sono abbastanza incasinati emotivamente e fanno esattamente gli stessi errori che fanno tutte le persone normali nella vita di tutti i giorni. Nonostante lei sia sulla carta, nel vero senso della parola, la ragazza perfetta per lui e lui innamorato cotto di lei. Se le premesse sono queste non dovrebbe andare tutto alla perfezione?
Invece no. Nella vita reale ci sono le sfumature, i lati oscuri, i non detti che consumano. Ci sono i difetti e le insoddisfazioni. Nella vita reale c’è sempre qualcos’altro che vorresti, anche se sei un personaggio uscito da un romanzo.
Uno scrittore è un uomo che scrive di uomini e sulla carta, come nella vita, porta la sua umanità. Se è bravo. Può controllare quello che accade ai suoi personaggi, ma il suo potere finisce lì, in fondo alla pagina.
Nella vita c’è l’imponderabile. O il destino se uno è fatalista.
Per fortuna, il lieto fine è a sorpresa.

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