Kalos kai…Mah

Arrivando in treno alla Stazione Centrale di Milano, se guardate bene sulla vostra sinistra, vedrete lo scheletro di una vecchia casa o forse una ex chiesa. Il tempo ne ha fatto crollare il tetto, le cui travi marce non riuscivano più a sostenere il peso dei coppi ormai verdi per il muschio. Quello strappo nel tessuto urbano della città rappresenta l’Altrove, luogo ideale che sta al di la di tutto.
Luoghi come il fatiscente edificio milanese non hanno valore oggetivo, ma possiedono un’importanza capitale; possono infatti suscitare domande: cos’era una volta? Chi lo costruì? Di chi sarà ora? Come mai è stato così abbandonato? Chissà com’è possibile che nessuno l’abbia ancora distrutto…
Il nostro Paese si è dimenticato cos’è il Fascino, ha perso il gusto per la Curiosità non sapendo più nemmeno come generarne di nuova.
Per secoli l’Italia ha incarnato “il Bello” per architetti, scrittori, pittori, musicisti e sapienti di tutto il mondo conosciuto, che compivano lunghi viaggi per venire ad ammirare la Penisola.
La cosa che rende davvero speciale l’Italia è che ancora oggi si ha la possibilità di vedere concretamente quanti diversi tipi di bello sono esistiti e quanto questi siano differenti fra loro. Il Bello non è sempre stato e non è uguale per tutti. Varia di epoca in epoca, di località in località, di persona in persona.

Ogni cosa che possiamo definire “Bello”, racchiude in sé un nume universale. Non servono grandi riflessioni per intuire il filo rosso che accomuna fra loro tutte le cose belle. Se immaginassimo di spremere tutto quanto di bello conosciamo, ne oterremmo qualcosa di comune per tutti gli esseri umani, di tutte le epoche e luoghi: un raccordo inscindibile fra il mondo esterno e la coscienza universale dell’Uomo.
I luoghi, gli edifici, le cose “belle” sono delle Frontiere: di tutti e di nessuno, negazione del concetto stesso di proprietà. Diventano olistici non luoghi, che risvegliano curiosità, domande e quindi stupore, obbligandoci ad una connessione ad un profondo.
Per questo anche un vecchio edificio cadente può essere Bello per qualcuno.

Ma allora perché oggi non siamo più capaci di creare qualcosa di Bello?
Saremo forse diventati peggiori, vivendo in un Mondo più cattivo?

About the author

. . .